OTTAVIA - COMUNE DI MONTESPERTOLI

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Rimozione dei vizi che hanno portato all’annullamento del permesso di costruire

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Rimozione dei vizi che hanno portato all’annullamento del permesso di costruire1

L’intervento urbanistico riguarda il bene già oggetto di permesso di costruire n° … rilasciato il giorno …, successivamente annullato con ordinanza numero  … di protocollo in data …. Quindi l’istanza di cui trattasi rientra nella fattispecie riconducibile al procedimento delineato col disposto  dell’articolo 138 LR 1/2005.

Con questa norma, è da ritenere che il legislatore voglia indicare, quale prima linea di comportamento da provare, la rimozione dei vizi rilevati nelle procedure amministrative che hanno portato all’annullamento del permesso di costruire. Infatti, sia il legislatore regionale sia quello statale, per le opere eseguite in base a permesso annullato, hanno previsto un sistema sanzionatorio diverso da quello delle opere eseguite in assenza di titolo.Tanto che, per le opere eseguite in assenza di permesso, la legge non offre alternative alla demolizione. E solo nel caso in cui le opere siano conformi agli strumenti urbanistici in vigore al momento della realizzazione delle opere, come pure al momento della domanda di sanatoria, è stabilito il procedimento diverso da quello della demolizione. Questo conferma che i due procedimenti differiscono; ed è da pensare che, in quanto diversi, essi debbano essere utilizzati esclusivamente per il caso cui sono stati decisi e non come combinato disposto; allorché il Comune dovesse combinarli per qualche ragione, esso opererebbe con un criterio difforme da quello stabilito dalla legge. In conseguenza di ciò pare corretta l’impostazione data dal soggetto proponente il Piano di Recupero, risultando tale iniziativa finalizzata alla rimozione dei vizi che hanno portato all’annullamento del permesso. E questo eccetto che con provvedimento motivato il Comune dichiari che l’opera contrasta con rilevanti interessi pubblici. Non è concesso infatti che si rimuovano i vizi riscontrati in presenza di rilevanti interessi. Ma nel caso in esame l’annullamento è scaturito dal contrasto con l’articolo 44 – LR 1/2005. E però il divieto di eseguire interventi che superano il restauro e  risanamento conservativo non è assoluto e permanente nel tempo. Esso infatti è destinato ad essere rimosso con l’approvazione del piano strutturale, ovviamente nella misura in cui tale piano confermi le previsioni del Prg in vigore.

Per tutto ciò, il procedimento, relativo alla rimozione dei vizi riscontrati, è stato ritenuto appropriato alla soluzione di alcuni casi, incorsi nell’annullamento del permesso di costruire in relazione al famoso contrasto col disposto regionale, operante per gli interventi di riutilizzo abitativo attuati tramite interventi di grado superiore al concetto di restauro, e nelle more di approvazione del Piano strutturale.

1 - Documento redatto dall’Ufficio Edilizia
Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Dicembre 2012 09:26  

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